Mentre il Medio Oriente brucia e le diplomazie restano impotenti, si impone una domanda urgente: che ne è stato del diritto? Crisi Medio Oriente
Il conflitto in atto tra Israele, Iran e Stati Uniti non è soltanto una crisi militare. È il segnale di un duplice crollo: quello dell’ordine giuridico internazionale e quello della diplomazia multilaterale. Gli attacchi a siti nucleari, i bombardamenti su ospedali, i missili che colpiscono aree civili: se confermati, questi atti configurano gravi violazioni delle Convenzioni di Ginevra e pongono le basi per l’apertura di procedimenti internazionali per crimini contro la popolazione civile.
La Carta delle Nazioni Unite vieta l’uso della forza armata, salvo che in caso di legittima difesa o su autorizzazione del Consiglio di Sicurezza. Eppure oggi assistiamo a operazioni militari unilaterali, slegate da ogni controllo internazionale. La diplomazia, che avrebbe dovuto prevenire, dialogare, contenere, è rimasta silente o paralizzata, incapace di esercitare il proprio ruolo di mediazione e garanzia.
Quando la guerra avanza, il diritto arretra. E la diplomazia fallisce. Ma è proprio nei momenti di massima tensioneche le istituzioni internazionali devono farsi sentire. Chiediamo che l’ONU, l’Unione Europea e la Corte Internazionale di Giustizia intervengano con urgenza: per fermare le ostilità, promuovere accertamenti indipendenti, ristabilire i confini invalicabili della legalità internazionale.Crisi Medio Oriente
A fianco del conflitto militare, cresce un’altra emergenza, meno visibile ma già in atto: quella economica e sociale. L’instabilità dei mercati, i rincari energetici, le nuove spinte inflazionistiche colpiscono i cittadini in modo diretto. E come spesso accade, sono le fasce più fragili a pagare il prezzo più alto.
Per questo il Codacons chiede misure urgenti di protezione economica, a livello nazionale ed europeo. Chiediamo inoltre che l’Italia assuma un ruolo chiaro e attivo, promuovendo una strategia diplomatica e giuridica fondata sul diritto, sulla prevenzione dei conflitti e sulla tutela dei popoli.
La pace non è un’utopia. È un diritto. Lo affermano i principi fondativi delle Nazioni Unite, lo ribadisce la Dichiarazione di Vienna del 1993. Difenderla significa oggi riaffermare non solo la civiltà giuridica, ma anche il valore stesso della convivenza tra i popoli.
Oggi più che mai, non possiamo accettare che al silenzio del diritto si aggiunga quello della diplomazia.
Perché quando entrambi tacciono, il mondo precipita nell’arbitrio.
Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons